I beacon per i musei, l’arte e la cultura: la comunicazione di prossimità nelle sedi espositive

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Il modo migliore per compredere un’innovazione come la comunicazione di prossimità è guardare alle sue applicazioni pratiche: i beacon per i musei, per l’arte e per la cultura rappresentano uno dei principali casi di successo della tecnologia bluetooth, un esempio vincente che ha già rivoluzionato molte sedi espositive europee ed americane e che sta anche ridisegnando il volto di alcuni importanti spazi museali del nostro Paese.
Per comprendere la carica innovativa dei beacon nei musei, nel mondo dell’arte e della cultura, ti propongo di scoprire insieme quali sono i vantaggi che questa tecnologia wireless basata sui sensori Bluetooth può apportare alle sedi espositive e agli spazi dell’arte e della cultura. Ti mostrerò, poi come i beacon sono stati utilizzanti nei musei italiani ed europei e come sono riusciti a rendere più semplici e, allo stesso tempo, più interessanti e coinvolgenti, le visiti di utenti di ogni età.

I beacon nei musei e nell’arte: l’innovazione negli spazi della cultura

Perché i beacon nei musei hanno già trovato larga diffusione e riscuotono un successo crescente? Perché i musei, le gallerie d’arte, le sedi espositive e i siti archeologici sono i luoghi ideali per sfruttare le potenzialità dei beacon e creare un rapporto ancor più coinvolgente con quegli oggetti, le opere d’arte, che affascinano ogni anno milioni di turisti con quella bellezza che Freud non esitò a definire perturbante.
Qual è il valore aggiunto che i beacon possono apportare all’esperienza del visitatore che si avventura in un museo o che sceglie una mostra temporanea? All’entrata del museo o in prossimità di alcune o di tutte le opere presenti – secondo la disposizione e il raggio d’azione dei beacon installati – inizierà un dialogo che non avevi mai sperimentato prima: curiosità, schede di approfondimento, audioguide, video che mostrano com’era la città nel passato quando l’opera è stata realizzata, contributi di esperti e critici che forniscono la loro interpretazione ma anche quiz e giochi; tutto a partata di mano, vicino a te, sul tuo tablet o il tuo smartphone.
Basta scaricare una app, accendere il Bluetooth e il gioco è fatto: basterà muoversi di stanza in stanza, avvicinarsi a un quadro o a una scultura per avere a tua disposizione contenuti e risorse in tempo reale col quale trasformare la visita al museo in un percorso dove più che uno spettatore passivo, sarai il protagonista assoluto.
Potresti chiederti se vale davvero la pena scaricare una app che, poi, inizierà a bombardarti di notifiche: se credi che la tua visita al museo sarà disturbata, piuttosto che arricchita, da un’esperienza di comunicazione di prossimità, ricorda che i beacon funzionano solo entro un raggio d’azione definito che può essere anche modulato da chi gestisce questo strumento. Immagina i sensori bluetooth all’interno di un museo funzionino solo nel raggio di 10 metri, solo quando arriverai davanti a un particolare quadro riceverai la notifica con i contenuti e gli approfondimenti relativi, poi, quando subito dopo ti sposterai davanti alla scultura vicina, riceverai una nuova notifica con un nuovo contenuto. Se sei interessato ai dipinti ma non alle sculture dovrai solo evitare di aprire la notifica e passare oltre.
Se sei un amante della tecnologia immagina quanto potrebbe essere comodo e rilassante girare in un museo con le tue cuffie bluetooth: grazie al tuo smartphone potrai ascoltare delle spiegazioni ricche di particolari, per ogni singola opera d’arte, senza dover appendere al collo una scomoda audioguida che, di solito, non inclusa nel prezzo del biglietto.

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I beacon nei musei e nelle gallerie d’arte: i vantaggi per chi gestisce e organizza la cultura

Proprio perché attraverso i beacon nei musei è possibile coinvolgere ciascun visitatore con contenuti specifici su ogni opera, un vantaggio strategico per chi gestisce il museo e cura i percorsi espositivi è senz’altro la possibilità di predisporre dei contenuti personalizzati e quanto più ricchi possibile di informazioni. Non solo approfondimenti, video interviste, schede tecniche e percorsi storici interdisciplinari ma anche tutte le nuove opportunità offerte dalla realtà aumentata e dal gaming.
L’esperienza della visita, in questo modo, non risulta solo arricchita ma anche ampliata: se sei un curatore di mostre o di eventi artistici potresti utilizzare suoni d’ambiente o musiche d’epoca che possono partire in automatico all’ingresso del visitatore in ogni sala, oppure potresti raccontare dettagli e fornire informazioni che esulano dalle narrazioni ufficiali, così da offrire al visitatore una vera e propria full immersion in un periodo storico anche molto lontano dal nostro.
Ricorda che ciascun contenuto dovrà essere pensato per essere fruiti solo all’interno del museo o, meglio, solo all’interno di ogni singola sala del museo, solo così potrai essere sicuro che i tuoi visitatori vivano un’esperienza non solo reale ma anche unica.
Immagina, poi, quali potrebbero essere i vantaggi economici per il tuo museo: grazie a una app che può essere comodamente installata sullo smartphone o sul tablet di ogni visitatore, la tua sede espositiva potrebbe evitare l’acquisto di costosi schermi e di touch screen che, per quanto innovativi, occupano comunque molto spazio e possono facilmente contrastare con l’estetica complessiva di un palazzo rinascimentale o di una villa barocca.
Il risparmio per il museo continuerebbe anche per le audioguide, uno strumento scomodo, poco igienico (se pensiamo che le cuffie passano da persona a persona, spesso sprovviste di copriauricolari) e per il quale bisogna prevedere anche dei costi di gestione connessi al personale che si occupa della manutenzione e della distribuzione.
Altro aspetto legato alla gestione museale e all’impiego della tecnologia bluetooth è il costo di installazione: i beacon sono alimentati con delle comode batterie, non richiedono la predisposizione di nuovi impianti elettrici, hanno un costo contenuto e possono essere facilmente applicati anche su pareti in cartongesso o su pannelli mobili. Il loro costo li rende estremamente competitivi rispetto ad altre tecnologie e ai dispositivi elettronici o di digital signage.

Beacon nei musei italiani: come innovare uno spazio espositivo

Alcuni grandi musei italiani hanno fatto dei beacon il loro valore aggiunto, lo strumento con il quale sono riusciti a innovare e a dare nuovo lustro e un inedito appeal a luoghi blasonati.
Alla Reggia di Venaria Reale, a Torino, la tecnologia Bluetooth e gli iBeacon sono stati utilizzati per mappare il palazzo e per offrire ai turisti una nuova esperienza: percorsi tematici e personalizzabili, una video-guida e anche dei coupon di sconto, renderanno la visita più appassionante e partecipata.
A Pompei, invece, la tecnologia Bluetooth è stata utilizzata per un realizzare Con me, un bracciale smart dotato di GPS, wi-fi e pulsante per SOS che permette di muoversi autonomamente in un percorso che si snoda per tre kilometri lungo le strade del sito: oltre a contenuti personalizzati per normodotati e ipovedenti i beacon permettono di segnalare anche eventuali pericoli: il primo smart Digital Park d’Italia è già realtà.
Molto interessanti anche le soluzioni adottate dal museo del Teatro alla Scala: oltre ai visori VR per la realtà aumentata e ai totem touch, una app disponibile in sette lingue consente di personalizzare il percorso scegliendo tra sei diverse opzioni; i percorsi con i beacon sono stati inaugurati la scorsa estate.
Last but not the least il museo di Palazzo Farnese a Piacenza dove i beacon hanno avuto un riscontro così positivo da far decidere l’amministrazione cittadina per l’installazione in tutto il centro cittadini: con l’intenzione di dar vita a un museo diffuso stiamo già assistendo alla nascita di una delle prime smart city italiane.

Cosa c’è nel futuro dell’arte e della cultura: i beacon nei musei europei e americani

Voglio raccontarti ora di come sono stati utilizzati i beacon nei musei europei: è un ottimo modo per guardare al futuro, a come può essere utilizzata la comunicazione di prossimità nell’arte e nella cultura, adottando le soluzioni più innovative e coinvolgenti per gli utenti che visitano le sedi museali.
Al Museo Nazionale di Slate, in Galles, il primo al mondo ad aver installato i beacon, le prestazioni iniziali di questo strumento vengono estese con l’utilizzo di tecnologie e strumenti per l’apprendimento, di materiali multimediali e di risorse bilingue e multilingue che gli utenti possono utilizzare comodamente sul loro smartphone o sul loro tablet mentre si spostano nelle stanze del museo.
Il Rubens Art Museum di Anversa, in Belgio, oltre ad offrire informazioni aggiuntive su ogni opera d’arte, consente di effettuare una scansione a raggi X e di zoommare ogni dettaglio; i beacon in questo museo consentono anche di seguire percorsi tematici già predisposti o percorsi personalizzati dagli utenti.
Gli operatori del Museo Philips, a Eindhoven, in Olanda, con i beacon hanno realizzato Eureka, un gioco multimediale con il quale i bambini sono coinvolti in una caccia al tesoro digitale: grazie a degli iPad che vengono consegnati all’ingresso i ragazzi possono interagire con le opere esposte nel museo e possono essere coinvolti in quiz, puzzle e giochi che vengono attivati dai segnali Bluetooth; una vera rivoluzione per i più piccoli, rispetto ad una noiosa audioguida.
Il Brooklyn Museum di New York ha invece sfruttato i sensori Bluetooth per rispondere in modo rapido e preciso alle domande che gli utenti desiderano spesso porre agli esperti su singole opere d’arte. In questo caso i beacon hanno permesso di identificare la esatta posizione dell’utente all’interno del museo e di comprendere, quindi, a quale opera d’arte erano riferite le domande che i visitatori ponevano tramite la funzione “Ask” della app. Il personale del museo, così, è riuscito a rispondere in tempo reale, e a soddisfare le curiosità degli utenti, offrendo anche un servizio innovativo.
Il New Museum di New York, invece, ha scelto di utilizzare i beacon per far vivere ai suoi visitatori un’esperienza davvero coinvolgente: in occasione della Giornata internazionale per la sensibilizzazione sulle mine antiuomo, indetta dall’ONU per il 4 aprile, si è tenuta una mostra che ha fatto dei beacons lo strumento per simulare un campo minato virtuale. I sensori bluetooth erano localizzati dietro alle esposizioni e, grazie a un’applicazione dedicata, quando un visitatore arrivava troppo vicino al beacon, quest’ultimo funzionava come una mina: “esplodeva” ed attivava nelle cuffie del visitatore il rumore di una forte boato, al quale seguiva un audio con la testimonianza di una (vera) vittima dello scoppio di una mina.

Se pensiamo che la prossima evoluzione della tecnologia Bluetooth sarà l’integrazione con i social network, dai molti esempi descritti sopra non è difficile comprendere che i beacon nei musei, nell’arte e nella cultura sono la soluzione migliore per offrire agli utenti una nuova esperienza di fruizione delle opera d’arte, un percorso affascinante e coinvolgente che trasformerà il visitatore nel protagonista assoluto dell’esplorazione di una sede espositiva.

Riepilogo
I beacon per i musei, l'arte e la cultura: la comunicazione di prossimità nelle sedi espositive
Titolo
I beacon per i musei, l'arte e la cultura: la comunicazione di prossimità nelle sedi espositive
In breve
Le sedi espositive e i siti archeologici sono spazi dove i beacon vengono già utilizzati: ecco i vantaggi dei beacon nei musei, nell'arte e nella cultura.
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